Veganismo e Vegetarianismo

La diffusione del termine inglese «vegetarian» la dobbiamo alla più antica organizzazione vegetariana al mondo, la Vegetarian Society, fondata nel 1847 a Ramsgate (Inghilterra), di cui fu socio e poi dirigente il Mahatma Gandhi e che promuoveva regimi alimentari che prevedono l’astensione dagli alimenti di origine animale (in primo luogo prodotti carnei o ittici). Nacque un vero movimento culturale ed un crescente dibattito su motivazioni etiche, religiose, salutiste ed economiche che portò alla scissione del 1945 con la nascita della Vegan Society, a causa di disaccordi sull’opportunità di consumare prodotti lattiero-caseari

Oggi, le diete vegetariana (esclusione di carne pesce e frutti di mare) e vegana (esclusione di tutti i prodotti di origine animale compresi uova, latticini e miele) sono da considerarsi abitudini alimentari ben consolidate e radicate nel nostro Paese: il Rapporto Italia 2021 di Eurispes ci dice che quasi una persona su dieci, in Italia, è vegana o vegetariana: i risultati dell’indagine annuale ci dicono infatti che vegetariani e vegani sono l’8,2% della popolazione.

Motivazioni salutistiche, etiche ed ambientalistiche sono alla base di tale scelta e si parla di una vera filosofia di vita, ma per molto tempo è sopravvissuta l’idea che potessero essere diete non in grado di soddisfare i bisogni nutrizionali.

A tal proposito, l’Academy of Nutrition and Dietetics (ex American Dietetic Association) fin dal 1987 provvede alla pubblicazione di una posizione ufficiale sulle diete vegetariane e vegane aggiornata di volta in volta con gli studi più recenti.

Nell’edizione del 2009 viene dichiarato: «È posizione dell’American Dietetic Association che le diete vegetariane o vegane correttamente pianificate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti».

Il focus della ricerca negli ultimi anni si è incentrato non più sui rischi ma sugli effetti favorevoli che gli alimenti vegetali possono avere nella prevenzione e nel trattamento delle principali malattie croniche e nella revisione di maggio 2015 dell’ Academy of Nutrition and Dietetics si conferma quanto dichiarato nella pubblicazione precedente e si sostiene che le diete vegetariane possano fornire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie tra cui l’aterosclerosi, il diabete di tipo 2, l’ipertensione, la cardiopatia ischemica, l’obesità ed alcuni tipi di cancro

Al fine di non perdere gli effetti benefici sulla salute ormai indiscutibili è però necessario non dimenticare che dobbiamo assicurarci di avere una dieta ben bilanciata per scongiurare il rischio di carenze nutrizionali.

In maniera molto generale possiamo sottolineare l’opportunità di assumere un quantitativo di proteine leggermente superiore rispetto a quanto suggerito per la popolazione generale, in quanto la digeribilità delle proteine vegetali è inferiore a quella delle proteine animali, integrare la loro dieta con una fonte affidabile di vitamina B12 (alimenti fortificati o integratori), fare attenzione al consumo di prodotti alimentari che siano buone fonti di calcio (verdure a basso contenuto di ossalati e fitati, alimenti a base di soia, bevande vegetali fortificate, acque ricche di calcio e alcuni tipi di frutta secca e semi oleaginosi), aumentare l’assunzione di ferro e zinco rispetto agli onnivori, assumere regolarmente buone fonti di acido alfa linolenico (es. noci, semi di lino e di chia, oli da essi derivati) e ridurre le fonti di acido linoleico (ad es. oli vegetali quali olio di mais, olio di girasole)

Moltissime pubblicazioni scientifiche e divulgative degli ultimi anni permettono di approfondire questi argomenti ma rimane sempre consigliabile rivolgersi a professionisti esperti di questo tipo di diete soprattutto quando ci troviamo di fronte a bambini o a fasi particolari della vita come gravidanza o allattamento.


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